Prospettive per l’industria leggera in Cina: Marzo 2015

A cura di China Briefing.

L’inizio del mese di marzo ha coinciso con la fine dei festeggiamenti per il capodanno cinese, con il conseguente rientro del solito esorbitante numero di lavoratori nelle citta’ di “primo e secondo livello” (first and second tier-cities). Tuttavia, un recente sondaggio mostra come la maggior parte delle industrie localizzate nelle ricche province costiere ha difficolta’ a trattenere il numero di personale necessario. Alcune imprese sono disposte ad aumentare gli stipendi dal 5 al 10 percento per evitare che i lavoratori lascino la propria posizione, e stanno assumendo nuove figure che vi subentrino. Al contempo, i costi relativi ai rimborsi ed i bonus annuali dei lavoratori rappresentano una spesa sempre piu’ onerosa.

Segnaliamo, inoltre, una circolare ministeriale entrata in vigore il 1 marzo la quale ha ridotto il sussidio di disoccupazione dal tre al due percento dello stipendio mensile del lavoratore. La proporzione versata dall’impiegato e dal suo datore di lavoro verra’ stabilita a livello locale.

Guangdong: Dal 1 marzo, il reddito minimo nella citta’ di Shenzhen e’ stato elevato a 2030 RMB al mese, ed a partire dal 1 maggio, il salario medio nella provincia del Guangdong subira’ un aumento del 19 percento in totale. Tuttavia, i dati del dipartimento provinciale del lavoro stimano che solo il 92% dei lavoratori migranti ritornera’ nel Guangdong al termine del capodanno cinese: la forza lavoro calera’ quindi da 800 mila a 600 mila operai.

Fujian: Il governo provinciale sta implementando una riforma pilota del hukou (il sistema di registrazione familiare) per cercare di mantenere stabile il numero della forza lavoro ed offrire un miglior sistema di assicurazione sociale ai lavoratori. Grazie alla riforma, i lavoratori migranti in Quanzhou e altre citta’ della provincia potranno registrare le loro famiglie come residenti locali, ottenendo cosi’ contratti di lavoro e di locazione a norma di legge.

Zhejiang: Il governo locale sta implementando il programma “Machines replace people”, il quale punta ad incrementare la produttivita’ e diminuire l’utilizzo di forza lavoro non specializzata attraverso l’utilizzo di macchinari automatici. Rispetto agli stabilimenti nell’area del Fiume delle Perle, si stima che le fabbriche nella provincia del Zhejiang saranno quindi meno colpite dalla crisi di manodopera.