Online e offline: la formula per il retail in Cina

Che l’e-commerce fosse una parola chiave per le future strategie di retail non è una novità. Tuttavia, la formula vincente per far parlare i due mondi - quello dell’online e dell’offline - è in fase di studio.

Stilando una classifica dei paesi con maggiore utilizzo di e-commerce, i cittadini digitali di Corea del Sud o Giappone condividono la metà della lista con gli italiani e gli americani, lontano dai primi posti di Brasile e Cina.

In particolare, il lusso vede buone prospettive sul mercato online cinese, dove McKinsey prevede una crescita dall’attuale 6% del 2015 al 18% in dieci anni. La formula per realizzare queste previsioni varia per ogni marchio, ma richiede di saper dosare alcuni elementi essenziali: un chiaro target, una forte presenza mobile e un’accurata selezione dei social media disponibili.

L’e-commerce, tuttavia, non segna la morte dal retail, bensì crea interazioni tra con la realtà offilne. Infatti, 30% dei consumatori cinesi validano l’acquisto con l’esperienza del brand in negozio, viceversa il 63% delle spese in negozio aumentano data l’esistenza di un e-store del marchio.

Nuove opportunità in Cina si aprono per la categoria di “affordable luxury”: basta pensare che Banana Republic entrerà sul mercato l’anno prossimo e che marchi come H&M (80+), Zara (60+) e Uniqlo (100+) espanderanno notevolmente la propria rete di punti vendita.