La “nuova normalità” della Cina e le opportunità per le aziende italiane

La Cina è in fase di transizione verso nuovi modelli di crescita, da un’economia orientata all’export ad una fondata su sviluppo tecnologico e consumi interni. Le riforme che il governo cinese sta attuando procedono ad un ritmo più lento rispetto a quello auspicato, anche a causa di forti resistenze interne. Sebbene questa fase desti preoccupazione per il futuro, il Paese non è destinato a precarietà e instabilità e, anzi, rimane un obiettivo di primaria importanza per le imprese italiane, con un mercato di consumatori con capacità media d’acquisto di circa 200/250 milioni di persone.

La fase di transizione che caratterizza la Cina di oggi costituisce un’opportunità nel medio-lungo periodo per le aziende italiane. Continuano ad aprirsi opportunità di mercato nei settori della sanità, agricoltura, urbanizzazione e ambiente, ma anche dei servizi e delle attività finanziarie, specie nelle free trade zones pilota.

Tra le altre possibilità di collaborazione, emerge il progetto della New Silk Road, avviato e sostenuto dalla leadership cinese (Silk Road Fund e AIIB), è un’ulteriore importante occasione di collaborazione, in particolare per quanto riguarda possibili azioni congiunte fra aziende cinesi e italiane su progetti infrastrutturali in Paesi terzi. Si farà sempre più strada il “Do it with Italy”, cioè la capacità di mettere insieme il know-how per progetti di comune interesse. Anche il progetto OBOR - One Belt One Road – potrà aprire nuovi fronti di collaborazione tra Cina e Unione Europea e, a cascata, con la quarta economia europea, l’Italia.

In questo contesto, le aziende italiane devono essere in grado di identificare e valorizzare i punti di forza, non trascurando la qualità e l’innovazione necessarie per soddisfare le esigenze della crescente classe media cinese. L’Italia costituisce, infatti, anche una piattaforma di accesso al mercato europeo.

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