Industry Focus: L’importazione del vino in Cina

A cura di China Briefing, 1 Settembre 2014

Il vino d’importazione, in Cina, non è più una grande novità. La diversificazione per qualità, tipologia e provenienza, fa si che vi siano molti paesi rappresentati sul territorio e ne deriva che oggi la nuova sfida è rimanere sul mercato. La quantità di vino straniero che si consuma in Cina ha beneficiato di una notevole crescita negli ultimi sei anni, toccando quota 19 per cento dell’intero mercato nazionale.

Il risultato, è che quasi una bottiglia su cinque stappata in Cina, proviene dall’estero. Le esportazioni degli USA in Cina sfioravano i 23 milioni di bottiglie nel 2013, partendo praticamente da zero un decennio prima. Il vino francese è ancora re del mercato, totalizzando vendite per 1,15 miliardi di USD nel 2013, e detenendo circa la metà del mercato. A data Aprile 2014, la Cina risulta essere l’ottavo mercato in termini di volumi di esportazioni per i vini argentini (si posizionava al diciottesimo posto qualche anno fa); Le esportazioni dei vini cileni sono cresciute del 174 per cento nel Marzo 2014. I vini italiani si affermano al 6,5 per cento del mercato nel 2013. Ad ogni modo, gli esperti del settore sono convinti che la quota dei vini tricolore stia finalmente per risollevarsi, puntando a realizzare vendite in Cina per un valore di quasi 10 miliardi di USD nei prossimi 4 anni.

Il vino importato è inizialmente sottoposto al controllo in porto. Per ottenere la Customs clearence, gli importatori di sostanze alcoliche devono presentare un Health Certificate e un Certificate of Origin del Paese esportatore, al fine di superare i controlli. Il vino deve inoltre essere etichettato in Cinese, in ottemperanza alla legge sui General Standards for Food Labelling, e alle normative ad essa legate. A coloro che superano la prima rete di controlli e verifiche, verrà concesso un “Imported Food Health Supervision and Inspection Mark”. Previa presentazione dei documenti necessari dunque, la Dogana permetterà al prodotto di entrare in territorio cinese, non prima di aver raccolto le import duties e le altre imposte dovute, incluse IVA e consumption tax.

Ai sensi delle “Administrative Rules for Importing Alcohol to the Chinese Market”, promulgate nel 1997, un rivenditore all’ingrosso che commercia ed importa bevande alcoliche deve possedere i seguenti requisiti:

  • Capitale operativo, flussi operativi e appositi locali di stoccaggio (di specifica metratura) in ottemperanza alle diverse normative a riguardo;
  • Un sistema qualificato di rivendita all’ingrosso;
  • Esperienza professionale maturata nel settore dell’importazione di vino e altri alcolici;
  • Un network di vendita consolidato;
  • Un “Health certificate” rilasciato dal Sanitation Administration Department;
  • Altri requisiti previsti dalla legge e dai regolamenti rilevanti.

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