Dopo la politica del figlio unico: trend e opportunità in ambito sanitario

Un anno dopo la rimozione della politica del figlio unico, assicurare il dinamismo economico rimane un punto nell’agenda del governo cinese.
La direttiva, introdotta da Deng Xiaoping per garantire che “i frutti della la crescita economica non fossero erosi dall’aumento della popolazione”, è stata rimossa dopo 36 anni per modificare l’attuale struttura demografica del Paese. Si stima infatti che nel 2050 un cinese su tre sarà di età superiore ai 60 anni (oggi la proporzione è di 1:7) e che, di conseguenza, il tasso di dipendenza della popolazione triplicherà. L’invecchiamento e il limitato tasso di natalità pongono la Cina di fronte a due sfide: la riduzione della popolazione in età lavorativa e la necessità di riformare il welfare.

Una crescita moderata
Nel 2015 la Commissione per la Pianificazione Familiare stimava che si sarebbero contate circa 17 milioni di nuove nascite entro il 2020 - un numero che avrebbe permesso di rafforzare di circa 30 milioni la forza lavoro stimata per il 2050. 
L’anno scorso la Cina ha contato 18.67 milioni di nascite, ovvero 11% in più rispetto al 2015, di cui il 45% erano secondi figli.

La resa dei conti
Nonostante la misura consenta a tutte le coppie di avere due figli, si prevede che l’atteso baby boom rimarrà modesto.
Tra i fattori che condizionano la scelta di avere un secondogenito è certamente da annoverare l’incidenza sulla spesa familiare. L’EIU stima che crescere un secondo figlio in Cina incida per 27700 RMB all’anno, che anche nelle provincie più ricche equivale a circa metà del reddito di un componente familiare.
Per incoraggiare l’allargamento dei nuclei familiari, il Governo cinese sta valutando la disposizione di incentivi e sussidi - misure che, se adottate, costituirebbero un cambiamento epocale per il paese.

Prospettive di collaborazione bilaterale
In questo scenario, si aprono prospettive interessanti per la collaborazione internazionale in materia di servizi e assistenza medica.
In particolare, si stima che saranno richiesti oltre 200000 pediatri nei prossimi 3-5 anni e che aumenterà la richiesta di esami di diagnostica prenatale non invasivi, per i quali la Cina è attualmente il più grande mercato in Asia.
In linea con la crescente attenzione alla sicurezza, si aprirà particolare spazio per i medicinali per i neonati e i bambini prodotti da aziende internazionali. Sarà quindi necessario verificare la percezione del marchio e la struttura distributiva regionale di riferimento.
Infine, strutture e servizi dedicati alla cura delle madri, quali i “maternity hotel”, costituiscono un interessante punto di contatto tra la medicina tradizionale cinese - che prevede che le puerpere recuperino le forze per un mese dopo il parto - e l’avanguardia tecnologica.

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