Dichiarazione congiunta Camera di Commercio Italo Cinese - Fondazione Italia Cina: ITALIA-CINA: affrontiamo la crisi guardando al futuro

Dichiarazione congiunta Camera di Commercio Italo Cinese - Fondazione Italia Cina

ITALIA-CINA: affrontiamo la crisi guardando al futuro

La Camera di Commercio Italo Cinese e la Fondazione Italia Cina stanno analizzando ora per ora gli sviluppi dell’epidemia causata dal Coronavirus e stanno identificando un programma di attività che, nel corso del 2020, possa fornire un concreto contributo alla ripresa e al rilancio dei rapporti, non soltanto economici, tra l’Italia e la Cina. A tal fine siamo in contatto quotidiano con le istituzioni cinesi e italiane, e con quanti tra i nostri circa 400 soci si rivolgono a noi per ottenere informazioni puntuali e aggiornate sulla situazione, nonché per ricercare fornitori di materiale protettivo sanitario richiesto dalle autorità cinesi. 

Abbiamo proposto alle istituzioni italiane di mettere in cantiere fin d’ora un ambizioso piano di comunicazione in Cina e una campagna promozionale per esprimere al popolo cinese e alle sue istituzioni l’amicizia, la vicinanza e la disponibilità dell’Italia a fare tutto il possibile per facilitare la ripresa della normale attività economica e per tornare a collegare la Cina con il nostro Paese anche sul piano del trasporto aereo passeggeri, non appena le evidenze scientifiche disponibili a livello internazionale lo consentiranno. 

La Camera di Commercio Italo Cinese e la Fondazione Italia Cina rivolgono, inoltre, un appello affinché si realizzi rapidamente un allineamento dei principali Paesi europei per le misure protettive ancora necessarie, incluse quelle relative ai trasporti aerei. 

Siamo assolutamente fiduciosi, sulla base della esperienza delle nostre organizzazioni, nonché delle attività di ricerca che realizza il Centro Studi della Fondazione, che l’economia cinese riprenderà rapidamente a crescere già a partire dal secondo o al massimo dal terzo trimestre di quest’anno, con una dinamica simile a quella registrata dopo la crisi della Sars del 2002-2003 e della crisi finanziaria del 2008. Tale analisi, anche in materia di rallentamento della congiuntura cinese, coincide peraltro in larga misura con quelle pubblicate dall’Ufficio studi di Intesa Sanpaolo e, nei giorni scorsi, da importanti centri di ricerca europei come l’IFO Institut di Monaco di Baviera. In particolare, quest’ultimo determina il livello di vulnerabilità dell’economia dell’Eurozona e di quella della principale economia europea, quella tedesca, nella misura dello 0,06% per la Germania e dello 0,01% per l’Eurozona.

Gli effetti congiunturali sull’economia cinese nel primo trimestre deriveranno soprattutto dalla contrazione dei consumi e dall’interruzione delle linee produttive industriali, che in molti casi si è prolungata oltre i 15 giorni previsti. Le fabbriche stanno riaprendo gradualmente in questi giorni ma non è al momento possibile prevedere in che misura i ritmi produttivi torneranno alla normalità.

Per quanto concerne il nostro Paese, oltre all’impatto negativo sui 13 miliardi di euro di esportazioni italiane, ricordiamo che, secondo le nostre rilevazioni, nella Greater China che include Hong Kong, operano circa 2000 imprese partecipate da aziende italiane, dunque l’interruzione della produzione in questi giorni non potrà non riverberarsi sul loro conto economico in Cina e in Italia. A queste si sommano le oltre 600 imprese che operano in territorio italiano partecipate da investitori cinesi, che inevitabilmente subiranno dirette conseguenze.  

Un fattore importante di vulnerabilità dell’Italia deriva dal rilevante flusso turistico che quest’anno era previsto generare circa 5 milioni di pernottamenti di turisti cinesi nelle città italiane e che, stimiamo, si possa ridurre di almeno il 25%, se si tiene conto che un quarto circa degli arrivi storicamente si concentrano nelle due settimane del Capodanno cinese, che quest’anno si è tenuto tra il 25 gennaio e l’8 febbraio. La riduzione del flusso turistico comporta per noi anche una rilevante riduzione delle vendite dei beni di lusso, in quanto circa il 30% degli acquisti Tax Free sono effettuati da turisti cinesi. 

Per queste ragioni, la Camera di Commercio Italo Cinese e la Fondazione Italia Cina stanno già programmando una serie di eventi, seminari e incontri di alto livello in Italia e in Cina per facilitare già dalla prossima primavera la ripresa e il rilancio dei rapporti economici. Tra le iniziative più rilevanti, dedicheremo risorse ed energie per organizzare la partecipazione di un numero importante di aziende italiane alla China International Import Expo di Shanghai, prevista per il prossimo novembre. Auspichiamo vivamente a tal fine che le istituzioni italiane vogliano appoggiarci in questa importante iniziativa, tenuto conto che per il Governo cinese, l’Expo di Shanghai sarà una cartina di tornasole per valutare la volontà dei Paesi partner di riprendere e rilanciare i rapporti con la Cina, un Paese ormai imprescindibile come motore di crescita dell’economia globale in generale e di quella italiana in particolare.